Bibbia Traduzione Letterale: Giosuè

Bibbia Traduzione Letterale: Giosuè

By Fabrizio Bartolomucci

  • Release Date : 2017-09-11
  • Genre : Studi biblici
  • FIle Size : 8.43 MB
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Description

Bibbia Traduzione Letterale: Giosuè Caso quasi unico nella letteratura mondiale, la Bibbia non è mai riuscita a separare la fase della traduzione da quella dell’interpretazione. Probabilmente per l’ambiguità e per la mutabilità del contenuto, da sempre i traduttori hanno provveduto a inserire la loro interpretazione del testo spacciandola per autentica, non disturbandosi di riportare le proprie scelte interpretative, ma piuttosto aggiungendo note che allontanano ancora di più il significato dal testo originale: è caratteristica in ambito cristiano l’iniezione di contenuti del nuovo testamento o addirittura di speculazione teologiche successive come lo spirito santo o le profezie. In questa opera, seguendo le indicazioni di Mauro Biglino, provvediamo invece a tradurre la Bibbia letteralmente, annotando quando si sono fatte scelte diverse: per Elohim, e benedire. La struttura di base del testo, per quanto riguarda le parti standard, viene dal portale laparola.net, mentre i contenuti letterali, integrazioni ed emendamenti al testo attingono alla Bibbia interlineare su Biblehub.com. La regola generale per i termini non standard è che, ove una parola ebraica è presente in una singola istanza, oppure in parti diverse con significati diversi, o ancora nel caso che una qualsiasi traduzione potrebbe introdurre nel lettore un bias indesiderato, la decisione è quella di lasciare la parola nell’originale fonetico. Questo è il caso ad esempio di: Elohim, Yahweh, Shadday, Elyon, Ruach, Kavod, Malak.
Quando occorre tradurre “benedire”, “benedizione” ecc. la scelta è quella di usare un parafrasi che indichi il fatto che l’azione ha un effetto pratico, a meno che non si intenda dal contesto che si parli solo di una protezione verbale, come è il caso di Balaam nei confronti di Balak.
Riguardo la spinosa faccenda dei verbi riferiti a Elohim, si è assunto in generale che la parola sia plurale in ogni caso a parte quando è evidente dal contesto che uno di tali personaggi viene chiamato con il nome collettivo.
Questo 6 libro Giosuè, primo libo impropriamente inserito nella collezione dei Profeti, tratta della avventure dell’omonimo successore di Mosè alle prese con la conquista delle terre oltre il Giordano che erano state negate alla generazione di Mosè da Yahweh e dell’organizzazione successiva alla conquista dei territori effettuata con l’indispensabile supporto di Yahweh e di suoi manipoli: qua per la prima volta compare un capitano dell’armata di Yahweh che non viene in modo assai interessante qualificato né come Mal·’aḵ, né come Kerubin.
Yahweh non si risparmia gli effetti speciali e la mostra della superiorità tenologica già dall’attraversamento del Giordano mediante una diga, per poi distruggere le mura della città di Gerico con dispositivi posizionati davanti all’Ă·rō·wn, fino a quando sembra mitragliare le truppe dell’alleanza contro Gàbaon all’alto. La assoluta indispensabilità di Yahweh per sopraffare i nemici viene ripetuta a lungo in un caso mostrando la sorte di guerrieri che avevano voluto far da soli.
C’è poi un davvero curioso racconto riguardo un altare(?), inteso non per consumare sacrifici, costruito da un gruppo di Israeliti a imitazione di quello vicino al Miskan di Yahweh dall’alta parte del Giordano in relazione al quale viene offerto di recarsi a quello originale se si aveva questo interesse; piuttosto che distruggerlo lapidando o bruciando i propugnatori come è la normalità per i comportamenti devianti.
Compare poi la altrettanto curiosa offerta liberale di Giosuè ai suoi di seguire altri Elhoim, se avessero voluto. Naturalmente non sappiamo la sorte di quanti avessero accettato la proposta, in quanto hanno tutti scelto di seguire Yahweh...

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